Libretto famiglia: come funziona
I compensi percepiti tramite il Libretto di Famiglia non incidono sullo stato di disoccupazione e soprattutto sono esenti da tassazione ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), a condizione che ciascun lavoratore non percepisca dallo stesso datore compensi di importo superiore a 2.500 euro.
Libretto famiglia: quali attività possono remunerare
Oltre a stabilire dei limiti nei compensi, la legge ha indicato anche le attività per le quali il datore di lavoro può utilizzare il libretto famiglia e che consistono in:
- piccoli lavori domestici, inclusi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
- assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
- insegnamento privato supplementare.
In definitiva con il libretto famiglia le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, possono retribuire unicamente collaboratori domestici, addetti alle pulizie, badanti, assistenti domiciliari per le persone con disabilità, babysitter, insegnanti privati per le ripetizioni e giardinieri.
E' importante in ogni caso che attraverso il libretto famiglia si retribuiscano prestazioni svolte in maniera sporadica e saltuaria. Tradotto questo significa che la collaboratrice domestica che tutti i giorni viene a casa per riordinare, lavare, stirare e cucinare non può essere pagata attraverso il libretto famiglia.
Inoltre la prestazione occasionale non va confusa con il lavoro autonomo occasionale, pur essendo entrambe attività non continuative e non abituali. Tuttavia se la disciplina sulle prestazioni occasionali rimane per tutte le attività di lavoro esercitate in forma autonoma, il libretto di famiglia (ma lo stesso dicasi per il PrestO) può essere utilizzato quando l’attività occasionale è svolta sotto la direzione altrui, come nelle forme assimilabili al lavoro dipendente. Approfondimenti nel post che abbiamo dedicato alla differenza tra prestazione occasionale e lavoro autonomo occasionale.