Cyberbullismo: ecco come difendersi

Gianluca Faieta - Ultimo aggiornamento: 03/10/2017

Le novità che caratterizzano l'anno scolastico che è appena partito sono tante: dall'alternanza scuola lavoro all'inserimento del test di inglese tra le prove invalsi, dalle nuove regole sui vaccini alle nuove disposizioni per prevenire e contrastare il cyberbullismo. C'è da dire, infatti, che l’iter legislativo della nuova legge di contrasto al cyberbullismo si è finalmente concluso: il 3 giugno, infatti, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 71 del 29 maggio 2017 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”. Prima di annunciare il voto finale sul provvedimento, la presidente della Camera Laura Boldrini ha ricordato Carolina Picchio, considerata la prima vittima di cyberbullismo, e quelle che dal 2013 fino ad oggi sono rimaste vittima di questo odioso fenomeno.

Nonostante le iniziative promosse dal Miur per la sensibilizzazione dei ragazzi nelle scuole (le abbiamo riassunte brevemente nell’articolo “Bullismo e Cyberbullismo: un piano per combatterli”), gli episodi di violenza in rete non sono stati sufficientemente arginati. Ecco perché l’entrata in vigore di questa legge è così importante. Nei paragrafi che seguono, ti illustreremo le novità introdotte con la Legge 71/2017, come difendersi da bulli e cyberbulli, ma anche come denunciare eventuali episodi di violenza.

Bullismo a scuola: ecco come difendersi

Anche se in questo articolo ci siamo focalizzati sulla legge in difesa delle vittime di cyberbullsimo, prima di concludere ci teniamo a ricordarti che è possibile tutelarsi non solo contro le violenze virtuali, ma anche contro quella violenza fisica, verbale e psicologica che viene commessa da uno o più soggetti ai danni di un terzo, ossia dal cosiddetto "bullismo tradizionale".

Anche il bullismo come il cyberbullismo rappresenta nelle scuole, ma non solo, un fenomeno di enorme portata, un problema serio per le istituzioni scolastiche (pubbliche e private), per le famiglie e chiaramente per le vittime stesse. Ne abbiamo parlato già nell’articolo dedicato al bullismo, ma riteniamo quanto mai opportuno invitare le vittime di bullismo (e i genitori, qualora ne fossero a conoscenza) a denunciare senza indugio le molestie, le vessazioni e in generale le offese ricevute agli insegnanti, al Dirigente Scolastico e nel caso alle forze di Polizia, di modo da arginare quanto prima il problema, evitando che si aggravi o sfoci in altri disturbi, di natura personale o psicologica. Se gli episodi di violenza si consumano tra le mura scolastiche, allora il consiglio è quello di utilizzare questo

scaricabile gratuitamente da questo portale, indirizzandola al Dirigente Scolastico. In questo modo provvederai alla tutela di tuo figlio (o alla tua, se sei maggiorenne) difendendo la sua incolumità e la sua sicurezza tra i banchi di scuola.

Concludiamo proponendoti una tabella comparativa con lo scopo di farti capire meglio quali sono le differenze tra bullissmo e cyberbullismo:

Cyberbullismo

Bullismo

avviene attraverso dispositivi di comunicazione quali posta elettronica, messaggistica istantanea (es. Whatsapp), blog, SMS, telefoni cellulari e video cellulari, siti web, ecc.

avviene a scuola, nei parchi ad opera di un soggetto che generalmente risulta fisicamente prestante o sa usare il corpo per esercitare violenza fisica

le vittime non si sentono sicure neppure fra le mura domestiche in quanto i bulli possono materializzarsi in ogni momento della loro vita, perseguitandole con messaggi, immagini, video offensivi, inviati con i videotelefonini o pubblicati su qualche sito con l’ausilio di Internet

le vittime nel proprio luogo di abitazione si sentono al protetti e al sicuro

i cyberbulli operando su internet generalmente sono anonimi

bulli sono persone conosciute dalla vittima, studenti della classe o dell’Istituto

gli atti di cyberbullismo possono diffondersi in tutto il mondo

gli atti di bullismo sono conosciuti e raccontati in un ambito piuttosto ristretto (studenti della scuola, compagni dei giochi, ecc.)

il cyberbullo approfitta della presunta invisibilità per esprime il proprio potere e dominio

il bullo tradizionale vuole rendersi visibile attraverso le sue azioni, perchè ha bisogno di dominare le relazioni interpersonali

il cyberbullo non vede direttamente le conseguenze delle sue azioni sulla vittima, dunque non ha sufficiente consapevolezza dei gravi effetti che il suo comportamento sta determinando sulla vittima

il bullo tradizionale agisce fisicamente sulla vittima e vede l’effetto delle proprie azioni ma consapevolmente lo ignora

la vittima può diventare a sua volta un cyberbullo

è difficile che le vittime assumano a loro volta comportamenti aggressivi ed identificabili come atti di bullismo

gli spettatori possono essere passivi (leggere, visionare e non fare nulla) e attivi (partecipare nelle prepotenze virtuali)

il pubblico è generalmente passivo

Pubblicato il 03/10/2017    1 Commenti
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58300 - Anonimo
09/06/2022
Buonasera, ricevo assiduamente e giornalmente insulti indiretti (e non li ritengo casuali perché inerenti a episodi domestici intimi e lavorativi) da sconosciuti sia in ambito lavorativo che non. Sento" l'eco" ripetitivo della mia voce, e commenti. Ho intercettato la presenza di dispositivi in casa, consapevole che siano stati apposti per altri scopi. Ma a quanto pare divenuti accessibili a chiunque, condividendo episodi personali e diffamandomi per bullismo. Mi sento traumatizzata non essendo esperta di social e sono più che sicura (avendo intravisto nel cellulare di uno sconosciuto un video in cui vi ero io in casa) che mi abbiano preso di mira. Sono sconfortata e propensa ad azioni sempre più deleterie sulla mia persona pur di avere risultati/reazioni che danno voce alle mie certezze. Sono isolata. Ho bisogno di verità


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